We're at war

 

 

 

Libya

In these days TV and internet are focusing their attention on the civil disorders in Libya. There are no words to describe it, and I hope that Libya be free someday.

I'd like to suggest you this interesting blog http://khadijateri.blogspot.com/  here a libyan girl is talking about what is happening in Libya at the moment.

Democrazia, portami via

"Evidentemente l?ignoranza collettiva che avvolge gli italiani ha portato al dominio l?idea che qualsiasi idea sia permessa. Eh no, questa è proprio una stronzata come poche"
Leggere certe parole scritte da un sedicente democratico razionalista nel blog di Odifreddi su La Repubblica.It fa quanto meno sorridere (commento del 17 febbraio, ore 15.03 se non erro). Se non ribaltarsi dalla sedia per le fragorose risate. Lo stesso soggetto, in qualche post più addietro, nel colloquiare amabilmente con un altro soggetto effettivamente non del tutto lucido, fa presente a tutti la quantità di lauree e master ottenuti. Non lo sapevo, evidentemente esiste anche un totalitarismo della conoscenza. Povero me, ingenuo che pensavo che solo nel '600 si godesse nell'elencare i propr titoli (nobiliari se non accademici).

Ma, in fondo, forse siamo tutti dei gonfi e boriosi classisti.

Pagelline di Sanremo

E come ogni anno da circa 60 anni a questa parte è tornato Sanremo. E come ogni anno, polemiche e critiche varie a tutto, a tutti, eccetera eccetera. Tuttavia questo è un festival di musica, e al sottoscritto interessa ben poco sparare a zero sulla Rodriguez e la Canalis (per inciso, a me non sono dispiaciute), su Morandi (apparte che su di lui ho sentito più che altro lodi per aver ottenuto un successo di audience) o su chi altro. Passiamo quindi alla mia attività preferita nella settimana di Sanremo: dare i voti alle canzoni.

Giusy Ferreri: non sono uno che sopporta il suo modo di cantare, ma confesso che la sua esibizione sarebbe potuta andare molto peggio. Diamole un 6 di fiducia

Max Pezzali: il vestitino da peruviano in realtà non mi sembra gli donasse molto, ma siamo qui per parlare di musica. Ebbene, la sua canzone ha un refrain spudoratamente copiato da Rome Wasn't built in a day dei Morcheeba (ascoltare da 1.34 del video di Pezzali, e da 1.05 dei Morcheeba precisamente, pensate, sono addirittura nella stessa tonalità!!!). Imbarazzante sentire questa canzone se si conosce l'originale. Voto: 3

Modà & Emma: lo ammetto, non conosco chi sia sta Emma, ma non canta poi così male come dicono. E i Modà se la cavicchiano, quello che fanno lo fanno discretamente. Voto: 6,5

Vecchioni: beh, la classe ce l'ha. Peccato che dopo un po' io non riesca a sopportarlo. Però dai, diciamocelo, la sua è una vera canzone. Voto: 7

Patty Pravo: io mi chiedo se davvero avesse bisogno di venire a Sanremo. Ricca, è ricca, e di suo, senza bisogno di cantare. Se quello che canta, poi, è monocorde e visibilmente stonato come ieri... voto: 5

Tatangelo: boh. La sua canzone non mi è piaciuta, il testo nemmeno. Ma ho sentito di peggio. Voto: 5

Oxa: canzone interpretata in modo molto oxiano, c'è a chi piace, a chi no. A me non piace. Voto: 5,5

Nathalie: beh, inutile negarlo, è la mia favorita, e non perchè era nella squadra di Elio a X Factor. Brava a cantare (non è vero che urla, e se anche urlasse, vi ricordo che grandissimi cantanti hanno basato una carriera - piena di successi e di riconoscimenti da parte della critica - sull'urlo. Parlo di Led Zeppelin, Deep Purple, Judas Priest, e molti altri. E poi scusate, Vasco Rossi canta spesso fuori tono ed è considerato da molti un idolo, perchè criticare la bella Nathalie?), brava a scrivere musiche e testi, brava a fare tutto insomma. E poi si è tinta i capelli di rosso, scelta che approvo dal momento che le rosse mi fanno impazzire. By the way, la canzone non è bella come quella di X Factor (per me), ma è buonissima comunque. Voto: 7+

De Sfroos: (che si pronuncia con la o chiusa, non aperta, vero Elisabetta Canalis? E sì che abiti a Como adesso) canzone ascoltabile, non un loro capolavoro, ma suonata bene. Ricordiamo al violino il mio ex maestro di musica (delle medie), Angapiemage Persico. 6,5

Tricarico: la critica del Corriere e del Leggo (se non ricordo male) lo esalta. A me sembra solo un tizio che voleva andare a cantare allo zecchino d'oro, ma ha sbagliato strada e si è ritrovato a Sanremo. Cioè, non so voi ma a me fa proprio ridere, sta canzone. Da quanto mi sembra brutta, beninteso. E purtroppo ho come il sentore che sarà tra quelli che, se non vinceranno, andranno sicuramente molto avanti. Voto: 4,5

Battiato & co.: eh sì, ricordo, come tanti, il solo nome di Battiato, il che è un'ingiustizia, perchè il Professore in questione sale dopo sul palco, a canzone già iniziata, canta un 30-40 secondi giusto per metterci il nome, e non fa nient'altro. Eppure la gente si ricorda il suo nome, e non quello dell'altro, curioso, non trovate? Comunque la canzone è una palla immensa, a mio avviso. Voto: 5

Barbarossa & co. : quando lui si è messo a dire "giù giù giù" ci avrei scommesso le palle (scusate la finezza) che lei avrebbe detto "su su su". E, toh guarda, l'ha detto davvero. Banale, e pallosa. Voto: 5,5

Albano: non sono un fan di Al Bano, ma la voce la usa, e anche piuttosto bene. Testo anche poiuttosto impegnato, e interpretazione lievemente epica. Promosso. Voto: 6,5

La Crus: Boh, sinceramente non me lo ricordo. Alcuni gridano al capolavoro, lo ascolterò meglio.

From the Underworld

Qualche giorno fa il turno di notte è stato molto movimentato. 3 camionette di militari, due macchine della polizia municipale, e una simpatica rissa ai piedi del Pirellone.
Mustafa non è cattivo, solo che beve troppo, e non capisce che tutto quello che dice sa di surreale, e di grottesco. Dorme in tenda di fianco ad un senegalese, mentre lui è marocchino. Sono entrambi nelle stesse condizioni, sociali (emarginati, al gradino più basso dalla società), ed economiche (senza un euro), eppure lui si ostina a chiamare il senegalese "negro di merda", e ad andarci a botte per futili motivi. Come se l'essere marocchino, nonostante tutti i problemi che ha, lo facesse sentire un "ariano" di nazionalsocialista memoria.

Hassan è orgoglioso. Mai paragonarlo agli altri. Lui è egiziano, ed è emarginato e senza un quattrino pure lui, ma non ha mai perso nè orgoglio nè dignità. Ed è pulito. Si lava tutti i giorni, ha con sè pure uno spazzolino, e cerca di vestirsi non con le prime cose che capitano. "Se no ai colloqui di lavoro mi sbattono la porta in faccia" dice. E ha ragione. La saggia nonna di un mio amico soleva ripetergli "Si può essere poveri, ma non sporchi". Lui di colloqui ne sta facendo, è intenzionato a recuperare la vita che sta gettando via, non solo per colpa sua. Però non rinuncia mai al suo coltello, non si sa mai.

Nabil invece è tunisino. Il più pericoloso, là dentro, dicono. Lo temono in tanti, ma lui è assennato, e ci si può ragionare. Ha sempre manifestato estremo rispetto verso noi volontari, e ci ha mandato più volte le benedizioni di Allah. Non ridete, per favore. Lui è un convinto credente, ed è giusto rispettarlo. La notte scorsa mi ha detto "Anche se tu non sei musulmano, Allah ricompenserà più te che me, perchè io sono un peccatore, mentre tu aiuti noi, quando potresti essere da qualsiasi parte a divertirti". Non è facile che un musulmano ti dica una frase del genere, ma lui non è un integralista, ha studiato, è laureato in chimica, ed ha letto un mare di libri occidentali. L'unica cosa che non sopporta sono gli ebrei. "Israele? Non conosco nessuno stato che si chiami Israele".

Imbolc

Centuries ago, before the christianization of the celtic areas in Europe, people celebrated Imbolc (also called Oimelc or Imbolg); this festival was held at the heart of winter. Then, when Christianity spread all over Europe, Imbolc became St. Brigid's day, since Brigid (the celtic goddess to which the festival was dedicated) had become Saint Brigid of Ireland. Anyway, I wish you all a happy Imbolc. Cheers!

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Secoli fa, prima della cristianizazione delle aree celtiche d'Europa, si festeggiava Imbolc (chiamata anche Oimelc o Imbolg); questa festività si teneva al culmine dell'inverno. Poi, quando il cristianesimo si diffuse in tutta Europa, Imbolc divenne il giorno di Santa Brigida, dal momento che Brigid (la dea celtica a cui era dedicata la festa) era divenuta Santa Brigida di Irlanda. Ad ogni modo, auguro a voi tutti un felice Imbolc. Ciao!

 

Solefald

Well, today I'm not in the mood of writing, and I'd like that music talk for me. I think not many of you know Solefald. Well, I think that they're one of the most original and creative acts nowadays. I hope you enjoy them, this is a song from their Black For Death album and it's actually amazing.

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Bene, oggi non ho voglia di scrivere, ma anzi voglio che sia la musica a parlare per me. Non penso che molti di voi conoscano i Solefald. Beh, penso che siano uno dei gruppi più originali e creativi di oggi. Spero vi piacciano, questa è una canzone tratta dal loro album Black For Death ed è veramente stupenda.

 

 

 

Maria Gaetana Agnesi

Ricordo che quand'ero piccolo i miei mi portavano spesso in un paesino qui vicino. Ci aveva abitato una nostra lontana parente, abbastanza famosa nel mondo della matematica, nel XVIII secolo. Col tempo mi avvicinai di più alla sua figura, complice il fatto che andavo in un liceo intitolato a lei. Fortunatamente praticamente nessuno sapeva che lei fosse stata mia parente, cosa che sarebbe stata imbarazzante considerando che ho avuto il debito in matematica per anni.

Ad ogni modo, a me piace ricordare Maria Gaetana Agnesi (il suo nome di battesimo era in realtà Margarita Gaietana Angiola Maria Agnesi Mariani, ma sorvoliamo xD) non solo per i meriti scientifici. Cresciuta in una famiglia di ampie e moderne vedute (i suoi genitori, Pietro Agnesi e Anna Brivio, fecero studiare non solo i figli maschi ma pure le femmine, cosa che nessuno faceva, all'epoca), la giovane ragazza mostrò subito di non avere nulla da invidiare alla componente maschile di famiglia, anzi. Nel 1748 pubblicò le Istituzioni Analitiche, che le valsero i plausi dell'Accademia Reale di Francia (incredula di fronte a ciò che poteva fare una donna), dell'Imperatrice Maria Teresa d'Austria (a cui l'opera era dedicata) e persino di Papa Benedetto XIV. Costui le offrì pure la cattedra di matematica presso l'Università di Bologna, cosa inaudita per una donna in quegli anni. Tuttavia Maria Gaetana decise che i suoi progetti di vita erano altri, ed abbandonò la carriera scientifica per dedicarsi a tutt'altre cose.

Purtroppo è una figura altamente snobbata in Italia, e più studiata all'estero, a quanto mi è capitato di vedere, ma senza dubbio rappresenta un ulteriore esempio di donna emancipata, che riesce ad imporsi e a farsi valere nonostante la gente all'epoca pensasse, e pensi ancora oggi, che la donna sia uno strumento di piacere privo di alcun valore intellettuale (e si badi, non solo molti uomini, ma pure molte donne, ragionano così oggigiorno, basta accendere la televisione o farsi un giro in università, studi televisivi, circoli politici). In definitiva, se fossi donna e volessi prender parte ad un interessante gioco in voga in questo momento su facebook, sceglierei lei, come avatar.

 

Canzoni famose con testi stupidi/Famous songs with stupid lyrics

Vi è mai capitato di ascoltare brani musicalmente molto piacevoli o molto famosi, e iniziare a ridere leggendo/ascoltando il testo? Ecco a voi una piccola mostra di canzoni famose con testi stupidi.

Il primo brano che mi viene in mente è I Feel Good di James Brown, che conoscerete sicuramente e di cui propongo un video assolutamente adatto al testo della canzone (cioè idiota). Volete sapere cosa dice il testo? Qui potete trovarlo, ma  non aspettatevi niente di che. La maggior parte del tempo James Brown canta "sto bene".

Continuiamo con I Was Made For Loving You dei Kiss. Geniale è il pezzo in cui cantano do-do-do-do-do-do, non trovate?

Ma il vero capolavoro (della stupidità umana) è Ding Ding Dong, di Gunther. Vi linko il video ufficiale, perchè penso sia ridicolo abbastanza per il contenuto dei testi. Notare la carica erotica non indifferente della canzone.

Per concludere, eccovi i Lonely Island, con la loro hit Like A Boss. Indovinate cosa dice il testo? (Se non ne avete abbastanza dei Lonely Island, provate a cercare anche "Jizz In My Pants" e "We Like Sportz")

Per il momento questo è tutto, Au revoir!

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Have you ever found yourselves listening to songs that were very catchy, or well-known, but with lyrics so stupid that caused you extreme laughing while you read/listened to them? Here comes a little exhibition of famous songs with idiot lyrics.

The first song I'm thinking about is I Feel Good by James Brown, which you surely know, and that you can listen to here, accompanied by a video that is absolutely suitable for the song (idiot, indeed). Wanna know the lyrics? You can find them here, but do not expect anything serious. James Brown sings for most of the songs "I Feel Good".

Let's continue with I Was Made For Loving You by Kiss. The part where they sing along "do-do-do-do" is pure genius, don't you think so?

But the true masterpiece (of human stupidity) is Ding Ding Dong by Gunther. I give you the link to the official video, because I think it is ridicolous enough for the lyrics content. Oh, please notice the very "erotic" mood of the song.

And, eventually, here come the Lonely Island, with their hit Like A Boss. Guess what the main lyrics say... (If you hadn't enough of Lonely Island, try to look for "Jizz In My Pants" and "We Like Sportz")

For the moment, that's all. Au revoir :-)

Il Testamento

18.I.2011

Città.
Così definiscono questi grandi spazi grigi ed oppressivi.

Minuscoli scheletri irrazionali si muovono continuamente in quelle che loro chiamano strade. Cosa cercano? Dove sono diretti? Nessuno lo sa, non lo hanno capito neanche loro.
I loro antenati hanno speso anni a costruirle; millenni a costituirsi in comunità, cercando di convivere pacificamente, ma la loro storia è piena di lutti, e di tragedie.

Avevano il potere di plasmare ogni cosa per la loro felicità ultima, ma alla felicità preferivano la prevaricazione sull'altro. Dove erano stati fatti diversi, si volevano uguali, e creavano distinzioni laddove diversità non c'era.

Potevano diventare grandi, oh sì, tanto grandi, ma continuavano a comportarsi come le marionette di uno stupido gioco.
Già, perchè ridicoli erano i motivi delle loro azioni, futili le loro ambizioni. E, pensate, per dare un tocco di sacralità e di eroismo ai loro misfatti, li accompagnavano con concetti quali giustizia, equità, fratellanza.
Ah, amore.

Lodavano la fedeltà eterna tradendo in ogni momento. Scrivevano canzoni, ma non avevano sentimento. Giuravano amore imperituro, ma già in cuore loro schernivano, e odiavano.

Ricchezza. Era un loro dio un po' particolare. Grandi templi gli innalzavano, e per raggiungerlo, spesso uccidevano. Talvolta rubavano.
La totale venerazione per questo dio li portava a non sentire più i bisogni reali. I loro idoli erano incorniciati in fogli di carta filigranati, e chi più ne aveva, più era rispettato.

Minuscoli scheletri irrazionali entrano in grandi edifici, che loro chiamano banche. Ed è proprio qui che, vestiti in modo impeccabile, rivolgono lodi al Re del loro Pantheon. Fuori la gente geme dal freddo, muore di fame. La plebe emarginata, come in un abisso, scompare. Ma loro, dentro, esultano, per un +1%. Per una nuova holding costituita, per aver trovato manodopera meno costosa.

Già, Manodopera, che bella parola: così questi sacerdoti chiamavano il loro personale produttivo, dimenticandosi sempre che erano uguali a loro in tutto e per tutto. Un turista che fosse capitato per caso da quelle parti non avrebbe mai capito cosa distingueva Manodopera da Élite, ma tale distinzione esisteva, la professavano tutti gli abitanti di quello strano posto.

Minuscoli scheletri irrazionali si uccidono, si feriscono, si derubano a vicenda. Che strano posto è questo, amici: non ne ho conosciuti di più originali.

 

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